Nell’ultimo anno, l’università mi ha visto col cannocchiale; un po’ per problemi di salute, un po’ per pigrizia e un po’ per depressione da “inutilità della laurea”, non ho fatto assolutamente NULLA!
Ho pensato anche di lasciare del tutto l’università e trovarmi un lavoro… anche perché ormai non sono più tanto giovane (non che sia vecchia, eh? e non ho neanche 28 anni per essere ritenuta “sfigata” –ancora per poco però! mi sa che ce la faccio per un pelo- ma non ho neanche 23 anni!) e più passano gli anni, più è difficile trovare un lavoro, soprattutto con una laurea come la “mia” (che ancora non ho, ma sarà inutile anche quando ce l’avrò): tanto vale cercare un lavoro senza laurea!
Riflettendoci bene, sarei stata una cretina a lasciare l’università ad un passo dalla laurea… quindi facciamo un piccolo sforzo e facciamo questi ultimi esami! Sì… e le tasse? Le tasse devo pagarle, quindi un lavoro mi serve comunque!
Mi sono messa alla ricerca di un lavoro.
Le scelte erano principalmente due:
1. cercare un lavoretto provvisorio giusto per pagarmi le tasse e finire gli studi… e dopo la laurea vediamo di trovare qualcosa di meglio!
2. cercare un lavoro un po’ più “definitivo” (se di definitivo si può parlare di questi tempi…) da continuare anche dopo la laurea (che a questo punto prenderei ugualmente giusto per soddisfazione mia o perché comunque può servire a “far carriera” –dipende da dove lavori-)
Nell’indecisione, ho cercato entrambe le cose… perché se anche sono SNOB, lo sono per cose futili, non certo per il lavoro! Non sono una di quelle persone che “siccome hanno faticato tanto per la laurea, devono trovare il lavoro per cui hanno studiato tanto”: certo, se studi tanto e riesci a farti strada e a trovare il lavoro che sognavi, ben venga! ma in assenza di altro, mi accontento e faccio esperienza in altro, metto qualche soldino da parte e almeno non passo gli anni a non fare nulla in attesa del “lavoro perfetto”.
Corrono tempi difficili ed è meglio accontentarsi di ciò che viene (senza però essere sfruttati! Perché lo sfruttamento giovanile da stage è tanto di moda ormai…). Conosco una ragazza con due lauree che fa la netturbina, ad esempio…
Dicevo, ho cercato lavoro: ho mandato candidature spontanee a destra e a manca, mi sono presentata armata di curriculum alle porte di negozi che esponevano cartelli “CERCASI COMMESSA”, comprato giornali con annunci e cercato su internet e inviato curricula come fossero sms al fidanzato.
Sono stata chiamata da qualcuno, perfettamente snobbata da altri.
CASO 1: CENTRO COMMERCIALE
Mi chiama il responsabile delle risorse umane per un colloquio e mi presento in anticipo di dieci minuti.
Cominciamo a parlare del più e del meno per rompere il ghiaccio, poi comincia l’interrogatorio psicologico dalle domande assurde come “Dimmi quale è stato il momento più bello della tua vita e quale il più brutto” o “Cosa ti rimproverano i tuoi genitori? E il tuo fidanzato? –non ho un fidanzato- E se ce l’avessi, di cosa ti potrebbe rimproverare? –aspetta che mi cerco un fidanzato e glielo chiedo…-“ alla quale ho risposto con gentilezza per fare buon viso a cattivo gioco. SBAGLIATO! La prossima volta niente buon viso a cattivo gioco, tanto non ci perdo niente! La mia risposta sarà “E questo cosa ha a che fare col lavoro che dovrei svolgere? Sono fattacci miei!”.
Durante il colloquio, squilla il telefono e il tizio risponde, così ho il tempo di guardarmi intorno e notare sul monitor del PC il curriculum di una ragazza con una foto a figura intera tagliata da una foto di gruppo da sabato sera (si vedono braccia, gambe e pezzi di teste in più nella foto) con espressione “poco seria” (boccuccia a cuoricino che manda baci, per l’esattezza) che, penso, mai nessuno metterebbe sul proprio curriculum. ERRORE!!! Sulla scrivania c’è una pila di curricula con foto simili… ANDIAMO BENE!
Il colloquio finisce e il responsabile delle risorse umane mi dice che mi chiamerà entro la fine della settimana per farmi sapere; la settimana finisce e nessuna chiamata. La chiamata arriva il lunedì mattina: “Salve, sono Pinco Pallino del Centro Commerciale X, la chiamo per dirle che il suo profilo non è stato ritenuto idoneo per la posizione ricercata… ma ci teniamo ad informarla che la terremo in considerazione per altre offerte di lavoro” (ma vaffan****).
CASO 2: CERCASI COMMESSO/A
Rispondo via e-mail ad un annuncio poco chiaro trovato su internet, allegando il curriculum ma chiedendo maggiori informazioni.
Mi contatta una donna dalla parlantina snervante (ma respiri tra una parola e l’altra?) fissandomi un colloquio per giorno X all’ora Y, senza dandomi modo di parlare e spiegandomi che si tratta di un lavoro da rompipalle che NON HA NIENTE A CHE FARE CON I CALL CENTER… ma in realtà è proprio un call center (ma non cercavano commessi???)
Ok, mi sembra una presa per il culo, passo!
(Per la cronaca: era un call center… e io non me la sento di rompere le palle alle persone come le rompono a me a tutte le ore del giorno!)
CASO 3: CERCASI APPRENDISTA COMMESSA O COMMESSA
Annuncio su internet, negozio che amo (per di più vicino casa!), pubblicato la sera del giovedì (dopo la chiusura). L’annuncio dice di presentarsi direttamente in negozio, curriculum alla mano, per il colloquio.
Mi presento il mattino seguente con un bel sorrisone stampato in faccia e trovo una bella signora dai modi carinissimi: mi presento, consegno il curriculum e mi dice che il titolare non c’è ma che lo chiama subito perché in realtà non si aspettavano di dover fare colloqui già il giorno dopo (???).
Al telefono, il titolare del negozio dice alla signora (che a quanto ho capito è sua parente) di farmi lei stessa il colloquio; la carinissima signora guarda bene il mio curriculum, mi fa qualche domanda sulle mie esperienze precedenti, mi fa altre domande e mi dice che le ho fatto una buonissima impressione ma che non se la sente di prendere lei la decisione visto che non c’è il titolare. Nel frattempo, l’altra commessa (una ragazza della mia età) mi sorride speranzosa e mi dice che a pelle le sono simpatica e spera tanto di lavorare con me.
Torno a casa e ricordo di aver lasciato sul bancone del negozio delle cose che volevo comprare (ma la signora aveva cominciato con le domande e mi aveva detto “poi le paghi”), così nel pomeriggio torno per il mio acquisto. La commessa mi riconosce e mi dice, tutta contenta, che il titolare è lì e che me lo chiama subito (e che le cose che avevo preso me le aveva tenute da parte); le dico che non fa niente, che aspetterò la loro chiamata, ma lei insiste!
Si presenta il titolare: un uomo burbero che, balbettando, mi chiede se ho lasciato il curriculum e mi dice “e allora cosa vuoi?! perché sei tornata?!”. La commessa lo guarda stupita, io lo guardo con una faccia indescrivibile e gli dico “Dovevo prendere questi…”.
Non ho mai ricevuto la telefonata… e per principio non sono più tornata in quel negozio, nonostante mi piacesse tanto!
CASO 4: COMMESSA PER NEGOZIO DI BOMBONIERE
Annuncio su internet, rispondere solo via e-mail: rispondo con una lettera di presentazione e allego curriculum.
Passano giorni… settimane… un mese… ancora giorni… finalmente una risposta!
”Il suo curriculum è stato selezionato tra tanti ricevuti. Chiami in negozio entro giorno X per un pre-colloquio telefonico”: chiamo all’istante e facciamo questo benedetto colloquio.
TITOLARE: mi parli delle sue esperienze precedenti…
IO: ho fatto questo e quest’altro…
TITOLARE: e dove?
IO: lì e lì… comunque sul curriculum c’è scritto…
TITOLARE: ma io il suo curriculum non l’ho letto… come ha detto che si chiama?
(andiamo bene!!!)
TITOLARE: ah eccolo! l’ho trovato! Mi lasci dare un’occhiata… bene! Sa cosa sono le bomboniere?
IO: (no, cosa sono??? si mangiano???) si, certo!
TITOLARE: no, perché noi non ci occupiamo di bomboniere!
IO: ah no? Mi era sembrato di capire si trattasse proprio di bomboniere…
TITOLARE: no, bomboniere per modo di dire… diciamo più casalinghi, ecco! Ma casalinghi di gran classe!
(se lo dice lui…)
IO: ah, va bene, non c’è alcun problema!
TITOLARE: ovviamente cerchiamo gente di un certo livello, non vogliamo certo qualcuno che sul più bello ci va a sbagliare i congiuntivi!
(e precisamente cosa intende con “sul più bello”?)IO: si, certo, capisco!
TITOLARE: mi sembra che lei parli molto bene… leggo che sta per laurearsi!
IO: beh, grazie! Sì sì, sto per laurearmi… (come se il parlare bene dipendesse dalla laurea! Conosco certa gente con la licenza media che parla meglio di tanta gente laureata!)
TITOLARE: eh, questo però sarebbe un po’ un problema…
IO: guardi, devo proprio sostenere gli ultimi esami, quindi potrei essere assente dal lavoro giusto la mattina dell’esame e il giorno della laurea…
TITOLARE: no, no… non intendevo questo, ci mancherebbe! E’ che… sa… la gente si laurea e poi vuole un lavoro migliore… e ha anche ragione! Ma noi cerchiamo qualcuno che resti con noi a lungo. Lei cosa ne pensa?
IO: Si, è ovvio che con una laurea si aspira ad un lavoro all’altezza della laurea conseguita, ma… sa, con i tempi che corrono… non dico che se dovesse capitare un lavoro migliore direi che ho già un lavoro, ma non significa che dopo la laurea mi licenzierei per cercare qualcosa di meglio!
TITOLARE: tutto perfettamente chiaro! Mi ha fatto davvero una bella impressione! Aspetto le chiamate degli altri candidati e le farò sapere in settimana una risposta, sia essa positiva che negativa.
Non ho mai ricevuto risposta…
Per curiosità, un giorno, sono andata a dare un’occhiata al negozio per capire un po’ di cosa si trattasse (un negozio di bomboniere che non fa bomboniere ma casalinghi d’alta classe… che razza di negozio sarà mai?): negozio di statuette e argenteria più roba per la casa; la commessa parlava una lingua che chiamarla italiano sarebbe un’offesa alla lingua.
In seguito a queste esperienze, le tasse universitarie sono state pagate dalle tasche di mamma e papà… giusto perché altrimenti potevo dire addio alla laurea!
A questo punto, mi sa che la prima cosa che farò dopo la laurea, sarà espatriare alla volta dell’Islanda. (Lo so che parlo spesso di partire per l’Islanda, in realtà non ho questa grande passione per questa terra… semplicemente mi sembra abbastanza lontana da non rischiare che qualcuno voglia raggiungermi!)