lunedì 20 febbraio 2012

Spirito di compensazione

E’ uno di quei pensieri tipici del “sotto la doccia”… ma non è arrivato sotto la doccia! Che poi il “sotto la doccia” non prevede necessariamente l’essere fisicamente sotto la doccia, è più un modo per dire che è uno di quei pensieri che ti vengono in quei momenti in cui la tua mente è libera e in fase relax per cui puoi soffermarti su quei pensieri fugaci che normalmente cacci via per far spazio ai pensieri “importanti” e “consapevoli”.
Quando è arrivato ero a letto, in uno di quei momenti in cui sei sveglio ma ancora non lo sai… e non sai se quel pensiero che arriva è un sogno più che un pensiero.

Spesso ho sentito dire, quando qualcuno sta male, che è una reazione dell’organismo ad un malessere interiore represso. Bene: a me è sempre sembrata una grande cavolata! Perché mai dovrebbe, che so, venirti la febbre come reazione alla tristezza? Perché mai Heidi avrebbe dovuto perdere le sue guanciotte rosse e diventare sonnambula semplicemente perché le mancava casa? Passi la malattia di E.T. che voleva tornare a casa: era un alieno! E’ anche normale che sulla terra stesse male…
Adesso, la cosa non mi sembra più una grande cavolata! Credo di averlo capito inconsapevolmente ieri sera, guardando per la duecentonovantesima volta (più o meno) “Harry ti presento Sally”, uno dei miei film preferiti, e più precisamente nella scena in cui i protagonisti parlano contemporaneamente al telefono con i loro migliori amici (Jess e Marie) subito dopo aver passato la notte insieme: entrambi sono confusi dall’accaduto e si sentono così giù di morale da affermare che “forse hanno preso l’influenza”. Ho realizzato il tutto nel dormiveglia, scrivendo nel mio cervello le esatte parole che avrei scritto in questo post (chissà perché poi mi è venuto in mente di doverlo scrivere!).

E’ passato tanto tempo, lo so… ma evidentemente, per quanto cerchi di convincere me stessa che non me ne importa niente e che i miei pensieri non vadano neanche per sbaglio in quella direzione, me ne importa ancora troppo. E’ quasi un’ossessione! No, un’ossessione forse no perché mi fa pensare ad “Attrazione fatale”… e non mi sembra proprio il caso! Non sono ancora così folle da improvvisarmi stalker (poi, oh… nessuno può saperlo! Magari in futuro potrei esserlo…!); diciamo che, impropriamente, è un’ossessione personale: una questione tra me e il mio cervello… o forse il mio cuore! Di fatto, però, in tutto questo tempo non mi è mai interessato nessun altro o forse “non mi sono fatta interessare” nessun altro. Sì… forse è così; puntualmente trovo un difetto “grave” a qualunque persona (e con “persona” intendo “persona di genere maschile”) nuova conosca, in modo da escluderne a priori un approccio sentimentale. Un difetto abbastanza grave da poterlo eliminare da una lista immaginaria di probabili fidanzati (senza tener conto minimamente del fatto che potrei anche non interessare all’individuo in questione… anche perché di solito è una cosa che dò per scontata: non interesso agli uomini! O almeno a quelli che idealmente potrebbero interessare a me! Ecco, diciamo che non c’è un punto d’incontro…) ma non così grave da doverlo eliminare dalla cerchia di conoscenze/amicizie (e ci tengo ad etichettare per lo più come “conoscenze” e non come “amici” perché sono due cose distinte e separate!!!); perché, alla fine, un amico con un difetto "relativamente grave”, puoi anche tenertelo amico per tutta la vita e con quel difetto ci convivi… ma conviverci 24h su 24 in qualità di fidanzata è un altro paio di maniche!

IL FATTO E’ QUESTO (dopo due ore di monologo ci arrivo!): in risposta all’ultimo (in senso cronologico) problema REALE che si era venuto a porre tra noi due, che a sentir lui era il motivo per cui, anche se a malincuore (da parte sua), era impossibile continuare (secondo me era più una scusa perché, anche se la cosa era obiettivamente grave in senso generico, nel particolare era abbastanza irrilevante! cioè, io non lo vedevo come un problema per NOI), il mio organismo poteva:

  1. non reagire minimamente;
  2. reagire per similarità;
  3. reagire per compensazione.

L’opzione 1 sarebbe quella più “giusta”, semplicemente perché, ora come ora, non vedo il motivo per reagire! Ormai la questione è chiusa da tempo, poteva pensarci prima il mio organismo…
Le opzioni 2 e 3 hanno più o meno lo stesso senso, quasi un “risolvere” il problema dicendo “vedi? siamo sulla stessa barca, quindi il problema dove sta?” per puro SPIRITO DI COMPENSAZIONE.

Quello che mi viene da pensare, però, è: ma perché diamine pensarci adesso??? Che motivo c’era???

 

P.S. Mi rendo conto del lungo monologo superfluo quando potevo arrivare direttamente al punto ed essere più sintetica, ma come ho detto più volte NON HO IL DONO DELLA SINTESI. E se state pensando che sto sempre a lamentarmi… beh, è vero! Ma da qualche parte dovrò pure sfogarmi, no?

lunedì 30 gennaio 2012

Le faremo sapere...

Nell’ultimo anno, l’università mi ha visto col cannocchiale; un po’ per problemi di salute, un po’ per pigrizia e un po’ per depressione da “inutilità della laurea”, non ho fatto assolutamente NULLA!
Ho pensato anche di lasciare del tutto l’università e trovarmi un lavoro… anche perché ormai non sono più tanto giovane (non che sia vecchia, eh? e non ho neanche 28 anni per essere ritenuta “sfigata” –ancora per poco però! mi sa che ce la faccio per un pelo- ma non ho neanche 23 anni!) e più passano gli anni, più è difficile trovare un lavoro, soprattutto con una laurea come la “mia” (che ancora non ho, ma sarà inutile anche quando ce l’avrò): tanto vale cercare un lavoro senza laurea!
Riflettendoci bene, sarei stata una cretina a lasciare l’università ad un passo dalla laurea… quindi facciamo un piccolo sforzo e facciamo questi ultimi esami! Sì… e le tasse? Le tasse devo pagarle, quindi un lavoro mi serve comunque!

Mi sono messa alla ricerca di un lavoro.
Le scelte erano principalmente due:
1. cercare un lavoretto provvisorio giusto per pagarmi le tasse e finire gli studi… e dopo la laurea vediamo di trovare qualcosa di meglio!
2. cercare un lavoro un po’ più “definitivo” (se di definitivo si può parlare di questi tempi…) da continuare anche dopo la laurea (che a questo punto prenderei ugualmente giusto per soddisfazione mia o perché comunque può servire a “far carriera” –dipende da dove lavori-)

Nell’indecisione, ho cercato entrambe le cose… perché se anche sono SNOB, lo sono per cose futili, non certo per il lavoro! Non sono una di quelle persone che “siccome hanno faticato tanto per la laurea, devono trovare il lavoro per cui hanno studiato tanto”: certo, se studi tanto e riesci a farti strada e a trovare il lavoro che sognavi, ben venga! ma in assenza di altro, mi accontento e faccio esperienza in altro, metto qualche soldino da parte e almeno non passo gli anni a non fare nulla in attesa del “lavoro perfetto”.
Corrono tempi difficili ed è meglio accontentarsi di ciò che viene (senza però essere sfruttati! Perché lo sfruttamento giovanile da stage è tanto di moda ormai…). Conosco una ragazza con due lauree che fa la netturbina, ad esempio…
Dicevo, ho cercato lavoro: ho mandato candidature spontanee a destra e a manca, mi sono presentata armata di curriculum alle porte di negozi che esponevano cartelli “CERCASI COMMESSA”, comprato giornali con annunci e cercato su internet e inviato curricula come fossero sms al fidanzato.
Sono stata chiamata da qualcuno, perfettamente snobbata da altri.


CASO 1: CENTRO COMMERCIALE
Mi chiama il responsabile delle risorse umane per un colloquio e mi presento in anticipo di dieci minuti.
Cominciamo a parlare del più e del meno per rompere il ghiaccio, poi comincia l’interrogatorio psicologico dalle domande assurde come “Dimmi quale è stato il momento più bello della tua vita e quale il più brutto” o “Cosa ti rimproverano i tuoi genitori? E il tuo fidanzato? –non ho un fidanzato- E se ce l’avessi, di cosa ti potrebbe rimproverare? –aspetta che mi cerco un fidanzato e glielo chiedo…- alla quale ho risposto con gentilezza per fare buon viso a cattivo gioco. SBAGLIATO! La prossima volta niente buon viso a cattivo gioco, tanto non ci perdo niente! La mia risposta sarà “E questo cosa ha a che fare col lavoro che dovrei svolgere? Sono fattacci miei!”.
Durante il colloquio, squilla il telefono e il tizio risponde, così ho il tempo di guardarmi intorno e notare sul monitor del PC il curriculum di una ragazza con una foto a figura intera tagliata da una foto di gruppo da sabato sera (si vedono braccia, gambe e pezzi di teste in più nella foto) con espressione “poco seria” (boccuccia a cuoricino che manda baci, per l’esattezza) che, penso, mai nessuno metterebbe sul proprio curriculum. ERRORE!!! Sulla scrivania c’è una pila di curricula con foto simili… ANDIAMO BENE!
Il colloquio finisce e il responsabile delle risorse umane mi dice che mi chiamerà entro la fine della settimana per farmi sapere; la settimana finisce e nessuna chiamata. La chiamata arriva il lunedì mattina: “Salve, sono Pinco Pallino del Centro Commerciale X, la chiamo per dirle che il suo profilo non è stato ritenuto idoneo per la posizione ricercata… ma ci teniamo ad informarla che la terremo in considerazione per altre offerte di lavoro” (ma vaffan****).

CASO 2: CERCASI COMMESSO/A
Rispondo via e-mail ad un annuncio poco chiaro trovato su internet, allegando il curriculum ma chiedendo maggiori informazioni.
Mi contatta una donna dalla parlantina snervante (ma respiri tra una parola e l’altra?) fissandomi un colloquio per giorno X all’ora Y, senza dandomi modo di parlare e spiegandomi che si tratta di un lavoro da rompipalle che NON HA NIENTE A CHE FARE CON I CALL CENTER… ma in realtà è proprio un call center (ma non cercavano commessi???)
Ok, mi sembra una presa per il culo, passo!
(Per la cronaca: era un call center… e io non me la sento di rompere le palle alle persone come le rompono a me a tutte le ore del giorno!)

CASO 3: CERCASI APPRENDISTA COMMESSA O COMMESSA
Annuncio su internet, negozio che amo (per di più vicino casa!), pubblicato la sera del giovedì (dopo la chiusura). L’annuncio dice di presentarsi direttamente in negozio, curriculum alla mano, per il colloquio.
Mi presento il mattino seguente con un bel sorrisone stampato in faccia e trovo una bella signora dai modi carinissimi: mi presento, consegno il curriculum e mi dice che il titolare non c’è ma che lo chiama subito perché in realtà non si aspettavano di dover fare colloqui già il giorno dopo (???).
Al telefono, il titolare del negozio dice alla signora (che a quanto ho capito è sua parente) di farmi lei stessa il colloquio; la carinissima signora guarda bene il mio curriculum, mi fa qualche domanda sulle mie esperienze precedenti, mi fa altre domande e mi dice che le ho fatto una buonissima impressione ma che non se la sente di prendere lei la decisione visto che non c’è il titolare. Nel frattempo, l’altra commessa (una ragazza della mia età) mi sorride speranzosa e mi dice che a pelle le sono simpatica e spera tanto di lavorare con me.
Torno a casa e ricordo di aver lasciato sul bancone del negozio delle cose che volevo comprare (ma la signora aveva cominciato con le domande e mi aveva detto “poi le paghi”), così nel pomeriggio torno per il mio acquisto. La commessa mi riconosce e mi dice, tutta contenta, che il titolare è lì e che me lo chiama subito (e che le cose che avevo preso me le aveva tenute da parte); le dico che non fa niente, che aspetterò la loro chiamata, ma lei insiste!
Si presenta il titolare: un uomo burbero che, balbettando, mi chiede se ho lasciato il curriculum e mi dice “e allora cosa vuoi?! perché sei tornata?!”. La commessa lo guarda stupita, io lo guardo con una faccia indescrivibile e gli dico “Dovevo prendere questi…”.
Non ho mai ricevuto la telefonata… e per principio non sono più tornata in quel negozio, nonostante mi piacesse tanto!

CASO 4: COMMESSA PER NEGOZIO DI BOMBONIERE
Annuncio su internet, rispondere solo via e-mail: rispondo con una lettera di presentazione e allego curriculum.
Passano giorni… settimane… un mese… ancora giorni… finalmente una risposta!
”Il suo curriculum è stato selezionato tra tanti ricevuti. Chiami in negozio entro giorno X per un pre-colloquio telefonico”: chiamo all’istante e facciamo questo benedetto colloquio.
TITOLARE: mi parli delle sue esperienze precedenti…
IO: ho fatto questo e quest’altro…
TITOLARE: e dove?
IO: lì e lì… comunque sul curriculum c’è scritto…
TITOLARE: ma io il suo curriculum non l’ho letto… come ha detto che si chiama?
(andiamo bene!!!)
TITOLARE:
ah eccolo! l’ho trovato! Mi lasci dare un’occhiata… bene! Sa cosa  sono le bomboniere?
IO:
(no, cosa sono??? si mangiano???) si, certo!
TITOLARE:
no, perché noi non ci occupiamo di bomboniere!
IO:
ah no? Mi era sembrato di capire si trattasse proprio di bomboniere…
TITOLARE:
no, bomboniere per modo di dire… diciamo più casalinghi, ecco! Ma casalinghi di gran classe!
(se lo dice lui…)

IO:
ah, va bene, non c’è alcun problema!
TITOLARE:
ovviamente cerchiamo gente di un certo livello, non vogliamo certo qualcuno che sul più bello ci va a sbagliare i congiuntivi!
(e precisamente cosa intende con “sul più bello”?)
IO: si, certo, capisco!
TITOLARE:
mi sembra che lei parli molto bene… leggo che sta per laurearsi!
IO:
beh, grazie! Sì sì, sto per laurearmi… (come se il parlare bene dipendesse dalla laurea! Conosco certa gente con la licenza media che parla meglio di tanta gente laureata!)
TITOLARE:
eh, questo però sarebbe un po’ un problema…
IO:
guardi, devo proprio sostenere gli ultimi esami, quindi potrei essere assente dal lavoro giusto la mattina dell’esame e il giorno della laurea…
TITOLARE:
no, no… non intendevo questo, ci mancherebbe! E’ che… sa… la gente si laurea e poi vuole un lavoro migliore… e ha anche ragione! Ma noi cerchiamo qualcuno che resti con noi a lungo. Lei cosa ne pensa?
IO:
Si, è ovvio che con una laurea si aspira ad un lavoro all’altezza della laurea conseguita, ma… sa, con i tempi che corrono… non dico che se dovesse capitare un lavoro migliore direi che ho già un lavoro, ma non significa che dopo la laurea mi licenzierei per cercare qualcosa di meglio!
TITOLARE:
tutto perfettamente chiaro! Mi ha fatto davvero una bella impressione! Aspetto le chiamate degli altri candidati e le farò sapere in settimana una risposta, sia essa positiva che negativa.
Non ho mai ricevuto risposta…
Per curiosità, un giorno, sono andata a dare un’occhiata al negozio per capire  un po’ di cosa si trattasse (un negozio di bomboniere che non fa bomboniere ma casalinghi d’alta classe… che razza di negozio sarà mai?): negozio di statuette e argenteria più roba per la casa; la commessa parlava una lingua che chiamarla italiano sarebbe un’offesa alla lingua.
In seguito a queste esperienze, le tasse universitarie sono state pagate dalle tasche di mamma e papà… giusto perché altrimenti potevo dire addio alla laurea!

A questo punto, mi sa che la prima cosa che farò dopo la laurea, sarà espatriare alla volta dell’Islanda. (Lo so che parlo spesso di partire per l’Islanda, in realtà non ho questa grande passione per questa terra… semplicemente mi sembra abbastanza lontana da non rischiare che qualcuno voglia raggiungermi!)

sabato 28 gennaio 2012

Donna barbuta, sempre piaciuta!

CONVERSAZIONE NOTTURNA CON AMICA GIU’ DI MORALE

LEI - perché non sei uomo?
IO -(per la prossima vita faccio richiesta magari…)
LEI - se lo fossi, saresti il mio uomo ideale! Dai, diventa uomo così ci sposiamo e non rimaniamo zitelle!
IO - non mi sembra il caso… (e poi voglio rimanere zitella e avere 80 gatti!)
LEI –
ma… se tu fossi uomo, io sarei la tua donna ideale?
IO - no.
LEI - ecco… non sono la donna ideale di nessuno!!! Cosa dovrebbe avere la tua donna ideale?
IO - la barba! A me piacciono gli uomini con la barba… quindi fatti crescere la barba e poi forse ne possiamo riparlare!
LEI - come, la barba?? E come faccio a farmi crescere la barba?!
IO - io posso diventare uomo e tu non puoi farti crescere la barba? Veniamoci incontro, cavolo!
LEI - ah… ok… quindi dici che basta la barba?
IO - certo!
LEI - …e che modello la vuoi?


lunedì 23 gennaio 2012

Togliere la polvere

Non scrivo da luglio: andiamo bene!
Non ho scritto per tutto questo tempo perché… mah, per un bel po’ di motivi!
Quando mi andava di scrivere magari non ero a casa o, se lo ero, non potevo; quando ero a casa non ero ispirata; quando mi andava di scrivere qualcosa pensavo “domani lo scriverò!” e domani non aveva più senso.
Ieri pensavo a questo blog, così stamattina ho deciso di venire a dare una controllatina giusto per accertarmi che stesse  bene: a mio avviso, non stava affatto bene! Ok, era rimasto come l’avevo lasciato a luglio… ma da luglio sono cambiate un po’ di cose (all’interno del mio cervello… nella mia vita procede tutto come sempre: noia!) e il blog non era più ME. Tanto per cominciare, mi sono chiesta con quale coraggio avessi scelto quello sfondo verdino morto associato al marrone, per non parlare del puntatore del mouse a forma di matita, disegnato da me (neanche avessi 12 anni!).
Prima di scrivere, ho sentito il bisogno di cambiare un po’ di cose: cambiato tema, cambiato sfondo, eliminato puntatore, inserito qualche gadget giusto per riempire la colonna qui accanto che mi sembrava troppo triste; non sono particolarmente entusiasta della soluzione attuale, ma sempre meglio della precedente, forse perché negli ultimi tempi mi sento blu, antiquata e aristocratica… no, non aristocratica, direi più SNOB! Sì, snob mi sembra più corretto…

Negli ultimi tempi mi sono trasformata dalla vecchia pantofolaia ma sorridente che ero, in una vecchia pantofolaia acida che non sopporta niente e nessuno e che vorrebbe trasferirsi in Islanda con tutta la casa, un po’ come il padre di Willy Wonka in “La Fabbrica di Cioccolato” di Tim Burton.
Ho addirittura pensato di creare una sorta di “rubrica” per il blog in cui elencare, di volta in volta, le nuove cose che odio: ogni giorno ne scopro almeno una nuova! Per lo più non sopporto modi di fare e modi di essere degli altri, ma non perché li reputi “sbagliati” ma semplicemente perché, per come sono fatta io, non riesco proprio a capirli; ovviamente, poi, ciascuno è libero di fare quello che vuole! Ad esempio, perché a me non piace il mare e non ci vado, questo non significa certo che il mare sia obiettivamente brutto o che andare a mare sia sbagliato… ma a me non piace, che posso farci? Diciamo che le opinioni altrui le rispetto, ecco… ma pretendo che gli altri rispettino le mie!

Nient’altro da dire, semplicemente volevo togliere un po’ di povere da questa stanzetta abbandonata.

sabato 23 luglio 2011

Un bianco e nero vagamente seppiato

Sono andata a letto molto tardi e mi sono svegliata molto presto: mi sa che l’insonnia è ancora dietro l’angolo, lì col mio cervello… e credo camminino mano nella mano! Quando si dice che c’è una relazione tra il cervello e l’insonnia…

Non so perché ma guardando fuori, oggi, mi sembra di guardare la scena de “Il Mago di Oz” (quello del '39, con Judy Garland) in cui Dorothy corre a casa poco prima dell'uragano e la casa si mette a volare. Avete presente quel bianco e nero vagamente seppiato? Ecco, così… con l'unica variante che fa pure un caldo boia!
…Ora, non so se nel Kansas ci fosse caldo, ma visto l'uragano penso proprio tirasse un po' di freschetto!

Uno strano fine luglio.

(Mi stupisco di me stessa! Non solo ho scritto per due giorni di seguito – anche se a pochissime ore di distanza – sono pure stata sintetica!!! Devo essermi ammalata, sì.)